Mauro, il barman

Il bello di questo progetto è stato anche scoprire luoghi nuovi, posti a cui sei passato davanti per anni, e non hai mai trovato il tempo di soffermarcisi.

E nel caso dell’ “Ortica’s pub” entrandovi scopri di aver fatto proprio male a non metterci piede prima.

Il posto è accogliente, le luci soffuse, la birra buona.

Al bancone due giovani.

Il figlio del proprietario e una ragazza carina che ci chiede gentilmente se vogliamo due patatine.

Dopo aver sorseggiato le birre rivolgiamo la domanda di rito al ragazzo.

Che ci pensa un po’ su e alla fine decide di essere troppo timido per farsi intervistare.

Anche se a malincuore apprezziamo la sua onestà e accettiamo l’invito per il venerdì pomeriggio per intervistare il padre che è il fondatore del pub.

Mauro è una persona in apparenza ruvida come la sua voce che sa di fatica e sigarette. Ma quando lo guardi in fondo agli occhi sai che ha la dolcezza tipica dei lombardi.

La dolcezza nascosta sotto un velo pragmatico e schietto.

E infatti saputo dell’intervista ci accompagna volentieri nei sotterranei del suo pub, e tra una cassa di birra e una scatola di patatine  si fa intervistare tranquillamente, avendo paura di non aver nulla di interessante da dire.

La storia più bella poi ce la racconta a microfoni spenti.

Quando ha preso in gestione il locale il vecchio proprietario gli narrò come, in qualche lontano tempo andato, chiudeva le saracinesche lasciando sul tavolo un fiasco di vino.

Alla mattina, quando il sole sorgeva timido, andava a riaprire e trovava il fiasco vuoto.

Sotto al fiasco trovava i soldi di chi l’aveva bevuto.

In pratica la storia della fatina dei denti in salsa vecchia osteria milanese.

Una cartolina che abbiamo amato di un mondo che non c’è più ma che speriamo non sia così lontano da non poter ritornare.

 

 

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