Marinella, la sognatrice

Marinella ha gli occhi stanchi ma c’è una stella che splende offuscata in fondo a quei profondi tunnel neri.

Arriva nell’ufficio della cooperativa con la borsa piena  dei suoi preziosi libri e mentre gli spieghiamo dettagliatamente il nostro progetto li tira fuori e li pone ordinatamente sul tavolo.

Ha un che di timido e fragile.

Sarà che è esile o per via delle mani ossute. Ma sembra pronta a spezzarsi.

Poi gli facciamo le domande, le chiediamo del quartiere.

E dalle sue parole esce quanto visceralmente ama questo villaggio.

Quanto le ha dato e quanto lei ci ha lavorato.

Raccogliendo storie, un po’ come stiamo facendo noi, organizzando sfilate in costume, lavorando per rendere alcuni luoghi più belli. Perché è una di quelle persone che sa vedere la bellezza anche in periferia.

Marinella ha gli occhi da sognatrice.

E nonostante il tempo passi e i sogni perdono qualche petalo, lei sembra non arrendersi, tanto che dopo che ci mostra il suo antro ci dimostra che è ancora pronta a far qualcosa per il quartiere, non si è ancora arresa a dimostrare quanta parte del suo cuore cammina per quelle vie che formano questo strano villaggio urbano.

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