Luigi, il gommista

La storia di Luigi ci è giunta grazie ai giornali, che hanno parlato di lui ampiamente regalandogli i quindici minuti di celebrità di wahroliana memoria.

Giornali stupiti perché c’era un gommista che regalava libri.

Colpiti dal fatto che una persona che fa un lavoro fisico sia anche un lettore, che abbia una cultura.

Quando entriamo nella sua officina ci colpiscono i rumori.

Macchine che entrano, operai che si affaccendano ovunque, gomme e l’odore di olio e di motori.

Gli stringiamo la mano e subito capiamo di avere davanti una bella persona.

L’Alessandra mi guarda e subito mi dice: “ha gli occhi che sorridono”.

Alzo lo sguardo e noto che è vero, ha una bella luce in fondo agli occhi.

Appare subito come una persona gentile e concreta.

Ci fa accomodare nel suo ufficio mentre sbriga un paio di lavori per potere poi dedicarsi all’intervista.

Prima di far scorrere le bobine digitali chiacchieriamo un attimo.

Ha un bel modo di parlare, lento e chiaro, come chiari devono essere i suoi pensieri.

Poi parte l’intervista e ci regala tante cose su cui riflettere.

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