Don Alessandro, la fede

Strano per noi dirlo, ma con Don Alessandro c’è stata subito simpatia.

Sarà per il perenne sorriso con cui ti accoglie e con cui ti ascolta, sarà per i modi gentili o forse perché insegna nel liceo dove abbiamo studiato e quindi subito si è trovato un facile punto in comune, ma subito ci si è sentiti a nostro agio.

All’inizio ci è stato di aiuto, perché, dopo aver sentito il nostro progetto ci ha consigliato alcuni suoi parrocchiani da ascoltare  nelle nostre peregrinazioni per il quartiere, e i suoi consigli, a dire il vero, sono stati utili.

Per esempio è stato il primo ad indicarci il “sindaco dell’Ortica” come interessante vittima delle nostre interviste.
Poi, mentre il progetto si espandeva inglobando non solo l’Ortica “com’era”, ma anche “com’è” ci è balenata l’idea di intervistarlo.

È un’altra giornata grigia di Settembre e il caldo torrido africano con cui abbiamo svolto le interviste precedenti sembra un lontano ricordo.

Il cielo è grigio, e quindi perfetto per foto in esterno.

Don Alessandro ci raccoglie sulla porta e ci accoglie con caramelle nel suo studio.

Un ufficio largo il giusto, con qualche foto e un’ampia scrivania.

Spegne il cellulare, ci ascolta mentre gli spieghiamo la traccia dell’intervista, e poi inizia a parlare e la sua omelia ci appare fin dall’inizio molto interessante.

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