Attilio, il simbolo

Attilio, l’abbiamo rintracciato grazie a Giorgio.

Infatti siamo arrivati nel suo ristorante per intervistare lui e ad un tavolino che ci aspettava abbiamo trovato Attilio con la figlia e il nipote.

Come potete vedere dalle foto è un signore che sembra uscito da un film country, con la barba lunghissima e un cappellone a tese larghe che lo protegge dal sole.

È avanti con gli anni ma è assolutamente arzillo.

Parla in milanese, ed è schietto come un bonarda dell’oltrepò pavese.

Ha portato con sé delle foto di quando la sua famosa osteria era ancora in piedi, di quando era il ritrovo abituale di molti musicisti della scena milanese degli anni sessanta settanta.

Anche lui, abituato ad agire, non spreca molte parole, ma camminando per il quartiere mentre cerchiamo il posto giusto per scattargli il ritratto ci illustra com’era fatto ai suoi tempi.

Ci parla della processione che si svolgeva per le sue strade, e dei suoi cavalli.

Dello spiazzo che c’era lì dove una volta c’era la posta e in cui teneva i suoi cavalli che ancora oggi, ogni tanto porta alla mattina presto a passeggiare per le vie dell’Ortica.

E le sue parole ci riportano ancora ad un mondo lontano dove l’Ortica era veramente un paese.

E adesso tocca voi ascoltarle.

 

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